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Il mio sogno: il cammino dell'umanità

Quel che vorrei ottenere e trasmettere con questo viaggio non sono grandi ideali, no.

 

 Si tratta di trasmettere qualcosa di semplice e concreto e che, penso, tutti già sappiamo.

 Che le conquiste dell’uomo sono efficaci solo nel momento in cui divengono strumenti di conoscenza di sé, dell'altro, e del sapere del mondo. Che questi progressi possono e dovrebbero contribuire davvero ad arricchire l'interno dell'essere umano, piuttosto che assopirne le potenzialità. Vorrei rendere evidente che possiamo e dobbiamo usare le grandi risorse di cui oggi disponiamo, come i social media, per rendere vera la vicinanza tra tutti gli esseri in un’etica globale ed ecologica.        

 Con questo viaggio desidero testimoniare e riaffermare: 

  • l'importanza di aprirsi all'altro, che sia il nostro vicino o qualcuno di lontano. Un’apertura che non si misura sulla base di un sentimento di forzata fratellanza e amicizia nei confronti dello sconosciuto, bensì attraverso un riconoscere all'altro una propria dignità esistenziale, per il semplice fatto di essere vivente.​​

  • che l'essere umano è divenuto tale incontrando altri popoli. Crescendo spiritualmente, culturalmente e tecnologicamente ha sfiorato gli apici della sua umanità quando tecnologia e spirito [dove per spirito intendo sia le facoltà del suo intelletto, sia quelle del suo sentimento spiritual-culturale, che quelle religiose] si sono unite per soddisfare i suoi bisogni reali, e non quelli fittizi creati apposta per vendere una vasta gamma di soluzioni;

​​

  • che ogni viaggio è, a suo modo, un viaggio simbolico.
    Ed il messaggio simbolico che questa nuova Via della Seta vuole incarnare è che questo mio viaggio non è solamente mio, ma nostro! Nostro, perché rispecchia simbolicamente il viaggio dell'umanità. Un'Umanità che nacque camminando e facendo della tecnologia la sua forza, non la sua mezzanotte.

  • Che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale delle diverse etnie vada rispettata e preservata per dare voce all'espressione dei saperi folkloristici e popolari

Ma sopratutto voglio urlare che la VITA è BELLA, che gli istanti sono preziosi, che il tempo è fatto di lacrime amare, grasse risate e che tutto fanno parte del gioco di esitere. Che vale la pena di essere vissuta, sentita, sofferta in prima persona e non veicolata da un display.

Vivere in prima persona, sentire in prima persona. Percepire tutto fino in fondo. Il dolce e l'amaro, e che per questo vale anche la pena morire.​