• Vento della Seta

Al bar della stazione



26.20.2018

Ore 6.00, Polčane


E' presto, sono le sei del mattino e mi trovo nel bar della stazione di Polčane dove la gentile ragazza mi ha permesso di caricare tutti i devices che mi porto dietro. Oggi vorrei arrivare fino a Ptuj, sono 30 km di distanza e da qui inizio a correre perche' il 15 novembre incontrero' Frieda a Budapest e non vedo l'ora.


Ogni tanto mi vengono in mente flash di casa nostra, al caldo e al sicuro dove io, lei e Diego seduti sul divano vediamo un film con la pizza calda che aspetta solo di essere mangiata. Disilluso mi risveglio dal pensare a queste cose cosi' piccole eppure sono cose estremamente importanti che dall'interno dell'ordinarieta' non gli si dà tanta importanza.

A breve le temperature dovrebbero calare, il freddo e l'inverno si avvicinano sempre piu'. La notte inizia prima, il giorno ha sempre meno luce, eppure i colori di questa Slovenia, l'apertura della vista sui suoi campi, mi permette di respirare la tranquilla e pacifica ruralita' di questo paese.


Sono 85 giorni che vivo questa vita nomade e non mi spiace affatto anche se spesso passando vicino a belle case mi ci mmagino viviere li' con Frieda e Diego e studiare assieme. Ma va tutto bene, non ho conflitto in me, ogni cosa ha il suo tempo e ogni tempo ha la sua durata. Sono conscio di questo e me lo vivo dedicando il tempo che gli spetta con la consapevolezza che un anno e' veloce a volare e il messaggio che porto con me e' importante.


E' il momento di andare. Sistemo le cose. Ringrazio la ragazza e mi incammino.




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