• Vento della Seta

Cagliari - La lunga traversata dell'esiguo Tirreno

Aggiornato il: 16 set 2018


Cagliari




11.04.2018

Cagliari, ore 00.00


Piove. Dopo una lunga traversata in traghetto da Carrara a Cagliari, sono finalmente arrivato al terminal del porto.  Il viaggio in traghetto è andato piuttosto bene, nonostante il fatto che con lo zainone che mi ritrovo sono stato visto come un elemento piuttosto curioso, per cui l’equipaggio si è avvicinato poco e timidamente.  Quando siamo arrivati due ora fa al porto commerciale di Cagliari, per la prima volta mi son trovato in una landa desolata di container.

Mentre nelle città quasi tutti dormono, qui è iniziato il lavoro che durerà tutta la notte. Una decina di rimorchi salgono uno ad uno all’interno del traghetto, agganciano i container e via via svuotano la nave. Odore di olio, odore di petrolio, rumore di macchine, barbare urla di attenzione, l’odore del mare si confonde al motore della nave, mentre nessun lavoratore si chiede che fine abbiano fatto i gabbiani. I lavoratori, parlano poco. Ognuno sa esattamente dove deve andare e cosa deve fare. Tra di loro parlano poco un po' perché sulla nave parlano solo inglese, mentre da terra si riconoscono i veri sardi veraci; ma un po' perché la mole del lavoro è tanta e prima finiscono prima vanno.

Come la nave si è poggiata al cemento ha iniziato a piovere ed io, come un pollo, ho dimenticato di portarmi un k-way. Per ovviare la questione ho chiesto ad un marinaio una busta di plastica nera per la spazzatura. Ho fatto due fori per le braccia ed uno per la testa. Il risultato: un tutù da netturbina. Quando l’operaio grasso mi ha guardato, ha sorriso con aria compiaciuta, commentando «that’s Italian style! Cool!»

Piove… non so esattamente dove dormirò questa notte, ma andrò verso la città.

Da C., che mi ha offerto la possibilità di raggiungere Cagliari, ho avuto anche il nome di una persona da contattare che potrà forse aiutarmi questa notte. Ma quando scendo dalla nave non trovo nessuno, se non pioggia e container. Perfino il cancello era bloccato per cui sono tornato indietro, ho attraversato due file di container dirigendomi verso la nave. Ho fermato con apertura delle braccia un autocarro che stava posando un carico. Mi viene detto di aspettare. Dopo un poco mi si avvicina una panda, quasi fosse un omaggio di Pietro, l’ultimo viaggiatore intervistato. Il nuovo Pietro mi accompagna fino in centro ma poi, vedendo la pioggia che continuava a crescere assieme alla sua simpatia, mi propone di dormire agli uffici del terminal.

La fortuna continua a sorridermi quando, mentre continuo a scrivere queste pagine, lo stesso nuovo-Pietro torna dicendomi di posare la penna e di andare a dormire, che poi la mattina seguente un amico mi avrebbe accompagnato fino a Sassari… alle 4.30 del mattino.


Grazie G.


Riparo improvvisato negli uffici del terminal

Alla volta di Sassari

Grazie a Paolo del passaggio!


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