• Vento della Seta

Ferrara - un incontro inaspettato

Aggiornato il: 16 set 2018

Una mail inaspettata, una dimora improbabile, un viaggio irripetibile, una donna incommensurabile.


20.04.2018

In treno da Ferrara a Padova


Oggi è stata una delle giornate in cui ho fatto più chilometri da seduto che in tutta la mia vita. Il traghetto da Cagliari è arrivato a Carrara all’una del mattino. Dal terminal della nave ho camminato per qualche centinaio di metri fino a quando ho incontrato una piccola pineta con un’area cani ben curata. Su una di quelle panchine ho trovato riposo per un paio d’ore e verso le tre e mezza mi sono diretto alla stazione per prendere la bellezza di quattro treni per raggiungere Ferrara.


Rifugio di fortuna in area cani

Stazione di Carrara

Cosa vado a fare a Ferrara?


Ieri, durante la traversata, proprio mentre preparavo l’itinerario per dirigermi verso Padova, non solo per partecipare alla mostra Camminamente di Antonio Gregolin, ma anche per portare ad Antonio le scarpe affidatemi da Marino per contribuire ed arricchire la mostra dei camminatori (che emozione portare quelle scarpe che mi hanno accompagnato per chilometri e chilometri di pagine!), mi arriva una mail da un’utente, Angelafotografa, che mi diceva di essere interessata a partecipare alla Via della Seta.

Ed eccomi a Ferrara, dove ho colto l’occasione per strappare un’intervista a questa viaggiatrice inaspettata. Arrivato alla stazione, anche se non l’avevo mai vista, subito l’ho riconosciuta. Mai mi sarei aspettato che il “caso” sarebbe stato tanto gentile da permettermi di conoscere una persona unica e singolare come Angela Constantino. Il caso infatti ha voluto che, cercando Via della Seta su internet, fosse incappiata in un appello di “AAA cercasi viaggiatori” che pubblicai mesi addietro e che mi avesse scritto proprio nel momento giusto, potendo comodamente deviare dal mio percorso verso Padova.


Angela Costantino

Décolleté a tacco basso, pantalone lungo nero, tra l'elegante ed il fricchettoso e la maglia nera larga con ricami indiani: Angela è uno snodo culturale unico nel suo genere. Ma prima di aggrapparmi ai miei pregiudizi riguardo quel fascino “indieggiante” che da un po' di tempo inebria l’occidente, e di cui immaginavo lei portatrice, ci è voluto poco per comprendere che questo non è il caso di Angela. Tanto è vero che il suo sguardo verso l’Oriente è del tutto proiettato verso una sincera scoperta storica e culturale. Infatti, quale appassionata di storia, di fotografia e di arte, diviene un personaggio complesso da descrivere. È di fatto una donna tutta da scoprire, seppur si lascia svelare lentamente. Per fortuna è nel suo blog che offre il suo sguardo sul mondo.

Tra le cose che mi sorprendono di più della sua sensibilità è il suo riuscire, attraverso la fotografia, a cogliere attimi della vita comune che nascondono infinite storie perdute.

Abbiamo passato tutto il pomeriggio assieme e sono debitore dell’accoglienza sua e del figlio che mi hanno fatto sentire a casa nonostante io gli abbia distrutto il portaombrelli durante l’intervista quando lo ho usato come sgabello... stupidamente.

La sera ho salutato a malincuore Angela alla stazione. Purtroppo, non ho trovato una compagna di viaggio perché quando ha visto il mio zainone e ha capito che partivo a piedi, mi ha detto a malincuore che non immaginava fosse un viaggio in questa modalità… ma so di aver trovato un’amica!

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