• Vento della Seta

Aquileia e le fortuite circostanze

Aggiornato il: 16 ott 2018


19.09.2018


Aquileia città di interscambio culturale.

Unni, normanni, romani, celti (forse), slavi, tedeschi, austriaci, turchi… chi non è passato di qua?

Ieri mattina appena sveglio avevo appuntamento con un signore singolare. Grande appassionato di storia, religione, simbolismi dei mosaici della basilica di Aquileia nonché sindaco di un paesino friulano dove una volta faceva il parroco, Andrea Bellavite.

Andrea Bellavite

«A un certo punto della mia esistenza ho capito che volevo vivere essenzialmente per due obbiettivi. Scoprire il senso della vita… il mistero di Dio. E il secondo invece è la condivisione della vita degli esseri umani.»


Già mi piaceva il personaggio!


«Così sono diventato prete e ho fatto 22 anni nelle istituzioni. Poi a un certo punto mi sono sentito di soffocare, perché ho sentito che facendo il prete non riuscivo a vivere l’amore di Dio come un respiro e servire il più possibile gli altri nella loro dimensione. Allora ho pensato, anche se è una realtà molto bistrattata, che oggi la realtà in cui puoi servire e aiutare molto più efficacemente gli altri esseri umani è la politica. Così sono stato nominato sindaco dai miei ex-parrocchiani e ho accreditato quello che un po’ immaginavo. Facendo il sindaco ho ritrovato una spiritualità interiore, una mistica della presenza di un Dio che però non ha un nome (cattolico, buddhista, musulmano). Dio è l’amore che ci comprende tutti, che ci coinvolge tutti. E le religioni più vanno a fondo per cercare questa fonte travolgente dell’amore più sono vicine l’una all’altra. Per cui se ascolti i mistici sufi, o i monaci buddisti o cristiani, e ti accorgi che si sta parlando della stessa cosa ma con parole diverse. Se invece vai lontano da questa fonte della verità vedi che le religioni diventano delle istituzioni che pretendono di avere l’unica verità e vanno l’una contro l’altra. E lì scatta la violenza.»

«Per cui ritrovando questa dimensione di un dio-amore ho ritrovato il desiderio di trasmetterlo in tutti i percorsi della vita e fare il sindaco, fondamentalmente, vuol dire ascoltare i problemi delle persone e cercarle di risolverli. A volte ci riesci e a volte no»

La colazione con Andrea è proseguita con la storia di Aquileia e il simbolismo dei mosaici, dopodiché ho accettato i soldi che mi ha offerto per un pranzo e lo ho accompagnato alla macchina con la promessa che sarei tornato a trovarlo.

Incontrare un uomo così mi ha dato grande speranza.


Sono entrato in basilica documentando mosaici e sculture. Credo di non aver mai visto un posto come questo e ci ho messo quasi tre ore per tentare di apprendere quanto più possibile. Il tempo è volato e quando sono uscito dal battistero ho trovato Andrea Spinelli che intanto mi aveva raggiunto per camminare. Stava parlando con un’altra persona e i fili invisibili ci hanno unito tutti e tre.


Marino Del Piccolo che fa parte dell’associazione Amici dell’Hospitale, stanno cercando di riformulare la rete di Hospitali di accoglienza europei (almeno uno ogni 20km) per pellegrini e camminatori. Cercando di ricostruire anche le antiche vie che collegavano India, Persia, Iraq, Siria, Gerusalemme, Italia, ma non mi nasconde che ci sono molte difficoltà.

Allora gli chiedo se crede che si può davvero ricostruire una via, e mi risponde:

«Si deve ricostruire! Noi facciamo riferimento alla tavola Peutigerniana che è la mappa più antica conosciuta. E’ una mappa alta 30 cm e lunga 6 metri fatta dai romani e che va dalla Spagna all’India, un'unica mappa, un mappamondo. Al tempo si descriveva la terra attraverso le vie, non attraverso i confini. Le uniche linee che ci sono sono le vie. La conoscenza delle antiche vie è rimasta fino a 100 – 150 anni fa, ma, da quando il colonialismo è stato inoculato dall’Oriente, si cominciano a fare i confini. I confini tagliano le vie. E cosa altro fanno i confini? I confini creano paura. Ti chiudono sempre più vicino a te, fino a quando non ti chiudi in casa e non esci più e ce l’hai con tutti quanti. E questo succede alle individualità, alle comunità e alle civiltà. Si chiudono… e poi muoiono. Se uno non vuole estinguersi si deve tenere aperto. Le vie sono le vene… l’unico modo.»


Marino del Piccolo

Ieri sera ho lasciato Aquileia sul tardi, camminando verso Grado, a 13 km circa. Ho pensato a quante orme antiche e moderne i miei piedi stavano calpestando. Quale colore di quale pelle aveva preceduto il mio mio passo. E non riuscivo a smettere di domandarmi quale sia il confine più grande che abbiamo… La sera, giunto a Grado, dove sono stato ospite da una donna meravigliosa, l’attrice regista Christiane Rorato. Ha lavorato con tanti attori e registi famosi. E ora sto per intervistarla sul suo ultimo lavoro sulla Transiberiana.


Christiane Rorato


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