• Vento della Seta

Invisibili intrecci editoriali

Aggiornato il: 17 ott 2018


Quando vivevo a Bologna i miei genitori vennero a trovarmi e, passando per la Fiera del Libro trovarono un testo che sapevano sicuramente mi sarebbe piaciuto. Si trattava di Strade d'Oriente della spedizione MarcoPolo2001 che ha visto un gruppo di veneti impegnati in un'impresa ciclistica da Venezia a Pechino. Fu un libro che mi sono divorato e studiato e che ha dato le prime dritte su come organizzare il progetto per un viaggio del genere (non facile e ancora in progress).


Settimana scorsa Vittorio Anastasia mi ha scritto che avrebbe avuto piacere di incontrarmi, ma solo quando sono arrivato alla sede di Ediciclo ho fatto due più due.

Quando stamani ci siamo salutati a Concordia Sagittaria mi dice con occhi colmi:

«Daniele sai che conoscerti mi ha fatto proprio bene! Perché sono contento di sapere che esistano persone che credono nei propri sogni. Io al mio tempo ho fatto quello che potevo ma…»

«Vittorio se non fosse stato per il vostro lavoro alla casa editrice non mi sarebbe mai giunto Strade d’Oriente, e non avrei neanche saputo come iniziare a costruire questo progetto. In parte è proprio grazie a voi che sto riuscendo a rendere reale un sogno.»



Vittorio

Lo vedo allontanarsi dietro il duomo di Santo Stefano e ogni tanto si rigira per salutarmi con la mano.



Ecco quell’invisible fil rouge che collega tutte le cose!



Il cammino di oggi è iniziato con ottime premesse: aria fresca reduce di una pioggia notturna, ampie nuvole che addolcivano il sole, il colore dei campi di soia e di mais pieni del loro colore. Tutto perfetto fino a quando verso le 12.00 le nuvole sono scomparse, il sole si è fatto prepotente, la mia acqua era finita e la mappa che seguivo non segnava un canale impossibile da passare e che mi ha fatto andare avanti e indietro per un po’ di tempo. Ma come ho raccontato agli amici di Radio Francigena ho avuto in mente la lezione di Donatella Cammina, cammina e qualsiasi cosa comunque... cammina!

E camminando ho avuto il piacere di conoscere Stefan, Samanta, Mirella, Natascia e i suoi figli e Luna che mi odiava…


Stefan, Samanta, Mirella, Natascia e i suoi figli, e Luna

Il famoso fil rouge è tornato quando Stefan mi dice:

«Ah ma sai che un mio idolo negli anni ’90 era un ragazzo che aveva fatto il giro del mondo senza soldi e senza bagagli?»

Inizio a sorridere e gli chiedo

«Ma era romano?»

«Mi pare di sì»

E continuo

«Ma si chiamava mica Matteo Pennacchi?»

«Uhh sì!»



Allora rido, prendo il telefono e mandiamo un messaggio vocale al caro Matteo... del quale ancora non riesco a trovare il tempo di pubblicare l’intervista quasi ultimata.


Quel famoso fil rouge che collega tutte le cose!


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