• Vento della Seta

Lubiana



09.10.2018


Ieri sono arrivato a Lubiana con Juri, amico di Zdenko che mi ha accompagnato per i 20 km che separano la capitale da Vhrnika. Appena arrivato mi sono fermato in un parco che si chiama parco Tivoli che poi ho scoperto essere il più grande parco di Lubiana, progettato dall'ingegnere francese Blanchard nel 1813 quando Lubiana faceva parte delle province illiriche francesi. Il parco prende nome dall'omonimo Castello di Tivoli, un tempo chiamato Podturn Manor. Mi sono stupito che portasse un nome così familiare a noi italiani, ma non ho ancora trovato risposta a questo cambio di nome.

Lubiana e' la prima capitale che attraverso fuori dall'Italia, si puo' dire che sia un primo traguardo una meta, degno di nota e di sosta. Di fatto attendo un ordine da internet per cui per alcuni giorni saro' costretto a rimanere qua. Chi mi ospita in questa sosta è Igor.

Igor e' un uomo alto con la costante barba di qualche giorno, leggermente stempiato, con gli occhi chiari e la faccia benevola. La sua formazione in filosofia e la sua passione per la letteratura comparata lo hanno portato a fondare una editoria online che pubblica poesie e racconti di suoi connazionale: il passerotto anarchico. Erede dei partigiani sente la mancanza di quella socievolezza e di quella unione che c'era tra i popoli della Jugoslavia, che ora vede crollare sotto il peso della legge dell'economia e del mercato che secondo lui sta rendendo tutti piu' chiusi e incattiviti. Secondo Igor la cultura e la conoscenza possono battere o almeno contrastare quello spirito dell'ala destra della politica che sta investendo la sua amata Slovenia, insieme con il crescente sentimento razzista nei confronti di migranti e richiedenti asilo. Per darne un esempio concetto, il giornale di destra Demokracija ha dato inizio ad un concorso nel quale gli autori partecipanti vengono istruiti a scrivere un racconto di fantasia nel quale i protagonisti sono gli animali autoctoni sloveni che vivono bene nel loro ambiente naturale e che devono lottare con gli animali stranieri e invasori.



La cosa piu' paradossale e' che la storia della Slovenia si compone proprio della migrazione slava delle popolazioni che vivevano vicino al fiume Volga e che sono scappate a causa delle incursioni di popoli guerrieri quali gli avari. Scesero l'Europa orientale stabilendosi nei Balcani e rifugiandosi presso le popolazioni preesistenti che erano illiri, celti, romani, greci.

Per cui, se proprio si vuole tenere fede alle indicazioni del concorso di Demokracijia, anche gli stessi animali slavi sarebbero anticamente stranieri e invasori.

Durante le lezioni di antropologia spesso i professori ci parlavano dell'evoluzionismo sociale che prende le basi dall'evoluzionismo di Darwin. Questa teoria non ha mai avuto un canone prestabilito, ma ha dato le basi "scientifiche" che giustificavano l'antisemitismo del secolo scorso. Il darwinisimo sociale, basandosi sulla cultura del chi è più forte sopravvive, e' stata la giustificazione ideologica per tutte le follie che hanno spesso dato scacco matto alla dignita' dell'intelletto umano affossandolo con l'orribile creazione di campi di concentramento e simili. E' un mondo in perenne lotta per la sopravvivenza, ma non si combattono speci, non si combattono razze, vince il piu' forte e quel piu' forte e' quello che meglio riesce a scalare la piramide della societa' a discapito degli altri.

Quando Lubiana era occupata dai fascisti l'intera citta' venne recintata da un filo di ferro perevitare che gli sloveni potessero unirsi ai partigiani che si nascondevano nelle foreste qui intorno. Quando la Slovienia fu liberata da fascisti e nazisti era il 9 maggio e da allora ogni 9 maggio, per commemorare questa liberazione, i cittadini camminano lungo il perimetro della citta', per non dimenticare.

Subito dopo, la guerra continuava a versare sangue sloveno anche sotto il regime comunista di Tito. Uomo ambivalente, grande politico e cruda autorita', Tito rimise in piedi quella Jugloslava crollata dopo la prima guerra mondiale e da allora rimane una delle figure piu' amate e odiate in questo territorio. Ha fatto si' che questi piccoli stati degli slavi del sud potessero intrecciarsi in un unico filo conduttore e ha dato voce e peso politico nel gioco globale a sloveni, bosniaci, croati, macedoni, kossovari e montenegrini. Il loro socialismo permetteva a tutti di viviere con dignita': ognuno aveva un lavoro, una casa, assistenza sociale, c'era la musica rock e tutti erano (quasi) allo stesso livello realizzando, in parte, il sogno social-comunista.

Il lato oscuro di questa situazione era la mancanza di contatti e scambi con l'esterno. Quando i quarantenni di oggi andavano a sucola vedevano sui muri dei corridoi le foto di tedeschi e italiani che fucilavano gli sloveni durante la guerra. Una cosa interessante di questo periodo puo' essere la percezione che ne avevamo da questo lato dell'Adriatico. Per quanto non ci fosse scambio di beni, per quanto riguarda musica e letteratura non vi era censura e la percezione di Albano ispirava uno stato di semplicita' e benessere.




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