• Vento della Seta

Napoli - La luce oltre la siepe

Aggiornato il: 16 set 2018


16.02.2018

Napoli, Bar Slash

Ore 18.01


Ieri sono arrivato in terra natia da Roma. Sentivo che il tempo da passare nella capitale era giunto al termine. A discapito delle mie aspettative, mi sono ritrovato ad allontanarmi dalla capitale con molte più domande di quelle con cui vi giunsi. Come fare a fare i visti itineranti? È sicuro attraversare a piedi i confini? Nessuna risposta... ma almeno so più o meno in quali difficoltà burocratiche mi sono cacciato.


22.02.2018

Napoli, ore 16.00


Sono andato a trovare la mia cara vecchia scuola, il Liceo Artistico Statale di Napoli. All'uscita della scuola ho incontrato la sempreverde professoressa di filosofia Dimase. Mi ha invitato a prendere un tè e così ci siamo messi a parlare a lungo. Dopo avermi detto di provare a contattare una mostra di scarpe di camminatori alla quale aveva partecipato ad Assisi (Camminamente: Terra nelle scarpe), mi ha anche invitato a parlare a scuola del viaggio: Our Silk Road.

Rientrare nella scuola dove mi sono fatto le ossa, ma stavolta dall'altra parte della cattedra, è stato emozionante. Ma ancora più emozionante è stata la partecipazione attiva dei ragazzi che hanno ascoltato con pazienza e piacere le motivazioni fulcro di questo viaggio.

Mi hanno dimostrato che ho torto nel vedere solo nero in questa cultura che appiattisce tutti gli individui. Mi hanno dimostrato che c'è speranza e che, al di sotto della crosta virtuale che mettiamo tra noi e gli altri si può far crescere una pianta di umanità che va oltre le virtualizzazioni dell'essere. Per cui grazie di cuore a quei ragazzi che ora si trovano sulle sedie sulle quali sedevo fino a 7 anni fa.

Grazie Rita, Giorgio, Marika, Claudia, Federica, Fabiana, Alex, Valeria, Federica, Sara, Annalisa, Marianna, e gli altri ragazzi presenti.


Ore 19.00


Ho contattato quella mostra di scarpe di viaggiatori cui mi ha parlato la professoressa Dimase. E ho trovato dall'altra parte del telefono una voce piuttosto energica e simpatica, incuriosita dalla rotta che intendo intraprendere. Antonio Gregolin è il nome di quest’uomo dalla voce accogliente e, parlando parlando, abbiamo scoperto che le nostre strade erano già vicine senza neanche saperlo. Con grande sorpresa infatti abbiamo scoperto che si erano incrociate già anni prima nel momento in cui una curiosa suora decise di restaurare da sola un eremo dimenticato da tutti. Ma per la storia di suor Chiara vi rimando direttamente lui: http://www.storiecredibili.it/2010/08/lultima-eremita-pastora/.

Il mio incontro con l'eremo del Cerbaiolo avvenne nel 2011 quando quel pazzo di Vincenzo Cherubino ed io decidemmo di fare il cammino di San Francesco che da La Verna porta fino a Monte Sant'Angelo in Puglia. Durante quel percorso abbiamo sostato tre giorni nell'eremo, ma suor Chiara era già morta. Incontrammo un altro eremita che aveva preso le redini di quel luogo, Francesco, diventato poi un caro amico oltre che mentore a suo modo. In quei tre giorni successero cose strane che legarono per sempre me e il mio compagno di viaggio a quell’eremo.

C'è stata un'immediata simpatia tra me e Antonio, e mi ha invitato a trovarlo quando passerò per Padova.



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