• Vento della Seta

Oltre i confini


03.10.2018

Basovizza, Pub Zarja


La Jakobova Pot, in Trieste meglio conosciuta come "la Cilabile" si estende per i cento e un chilometro che separano Trieste da Lubiana. Era l'antica ferrovia dell'impero austro-ungarico che dal porto di Trieste distribuiva le merci su tutto il territorio imperiale. Quelle che una volta erano le antiche stazioni ferroviare impariali, ora sono delle case dall'architettura tutt'altro che italiana lungo la passeggiata di un bel parco. Anche i volti si fanno chiari e, mentre gli occhi si rimpiccioliscono alle estremita', i cognomi si confondono.



Tra le tante persone incontrate ho anche avuto l'opportunità di conoscere persone con sentimenti razzisti e, la costante più curiosa riscontrata tra queste è che, spesso, loro stessi sono discendenti di figli di esuli slavi e sono stati vittime di razzismi nella loro infanzia o nella storia che li precede. L'impressione che ne ho avuto é contrastante: accusare a un altro la sua minorità per affermare la propria identità.

Che mondo strano! Che ingiustizia preordinata!


Anche quel signore, che oggi mi veniva incontro con quello sguardo di disprezzo che conosco fin troppo bene.

Lo ho inquadrato con la coda dell'occhio. Ci venivamo incontro e ho colto con lo sguardo che squadrava la mia figura. E l'apice delle sue paure l'ha sfiorato quando l'occhio é caduto sul bastone che uso per camminare. Vedendolo preoccupato lo ho salutato e lui è scappato... Ma non é colpa sua sé viviamo in un mondo che lucra sulla paura dell'altro.

I confini.... I confini? Che cosa avete fatto?


In questi giorni a Trieste ho avuto la grande fortuna di conoscere i The Rolling Claps che camminando lungo il Carso riesumano e mantengono viva la storia che ha solo da insegnarci. Ho avuto l'immensa opportunità di visitare l'Ursus caro a Sabrina e a tutta Trieste, nonché il permesso di documentare, grazie a Wanda Closovich i porti; il campo di concentramento di San Sabba e il cimitero di Sant'Anna; intervistare il presidente dell'autorità portuale Zeno D'Agostino, i professori Luigi Nacci e Marta Verginella e tanto tanto altro ancora.




C'è stato tanto lavoro, pero'... che bello riprendere a camminare!

Cammino e il vento mi viene incontro, porta con sé l'autunno, gli e' fedele: e' un vento piu' freddo, deciso, che fa giocare le prime foglie colorate di bruno.


E mentre camminavo mi sono ricordato di quel che mi aveva detto Andrea Bellavite, riguardo le Foibe di Basovizza e i quattro giovani martiri antifascisti sloveni. Cosi' accolgo la deviazione e dopo che Stefano della locanda Da Mario mi ha sfamato per il pranzo dopo chilometri senza neanche un mini-market, mi trovo a Basovizza nel pub-Zarja dove Daniel (che ha un bisnonno austriaco, un nonno che è stato sloveno anche se ora è italiano, pur essendo sempre rimasto a Basovizza) mi ha accolto con i suoi amici e mi ha trovato da dormire nella palestra qui accanto. Parlano sloveno, ma dato che ci sono io comunicano in italiano.


Confini, ma cosa siete??




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