• Vento della Seta

Padova - Cosa portano le scarpe?

Aggiornato il: 15 mag 2018

Mai avrei pensato che delle scarpe potessero muovere tante persone che non le avrebbero mai indossate...




22.04.2018

Padova


Camminamente . . .


Polverose, consumate, fetenti, basse, col tacco, di cartone, rinforzate, ricucite, trasformate, con i lacci, borchiate, a strappo, alte, impermeabili, traspiranti, di plastica, di camoscio, di legno, di cotone… scarpe.

Per tutto questo tempo non mi ero mai reso conto di quanta energia potessero contenere le scarpe. Eppure, da camminatore, dovevo immaginarlo. Ho sempre visto le scarpe come uno strumento utile al piede e alla postura. Eppure, quando andai a conoscere, ormai un mesetto fa, Antonio Gregolin di persona, egli subito arricchì i miei orizzonti mentali colorandoli di tutte le storie che le scarpe potevano contenere. Ci volle poco e la simpatia fu reciproca, per cui mi portò a vedere le sue opere d’arte e le sue diverse collezioni. Devo dire tra le più curiose che abbia mai incontrato. Un collezionista singolare, davvero singolare, che ha nel suo assortimento un mondo tutto da conoscere, un mondo di storia e un mondo dimenticato, un mondo inesplorato. Antonio non colleziona solo scarpe, reperti, articoli di giornale… colleziona storie! Ed è stato comprendendo questo che mi sono reso conto di essere, anche in questo caso, di fronte ad una persona più unica che rara.

Quando l’ho visto in azione a narrare le avventure percorse da tutte quelle scarpe mi sono reso conto di quel che, forse anche a sua insaputa, rappresenta questa sua missione. Antonio ha il compito di far viaggiare con l’immaginazione tutte quelle persone che vorrebbero partire ma che sono bloccate da qualcosa; e ancora ha il compito di immergere le persone all’interno di quelle storie che hanno sognato in un sonno d’infanzia dimenticata. In questo immergersi all’interno delle storie delle scarpe, il pubblico smette anche di essere spettatore. I piani si confondono e ad ogni persona viene data la possibilità quasi di assaporare il suono del passo, il picchiare del sole. Tutte quelle scarpe esposte hanno acquistato una ruga di storia, quel deterioramento che inficia sul prezzo della scarpa, ma contemporaneamente ne accresce il valore intrinseco.

Tutti noi che abbiamo seguito il percorso di Camminamente, muovendoci tra le storie di camminatori per passione, per fede e per necessità, ci siamo ritrovati a percorrere una storia ancora più grande, senza neanche saperlo. L’uomo è divenuto tale camminando. Spostandosi forse dall’Africa, forse dalla Cina ha raggiunto luoghi sempre più remoti, conquistando le altitudini dell’essere. Ha conosciuto albe e tramonti sempre nuovi, ha scalato montagne, ha percorso milioni di chilometri per milioni di infinite ragioni diverse. Prima viaggiando per necessità, poi una volta trovata la stabilità ha viaggiato per fede, infine per passione. E poi di nuovo per necessità. Ogni paio di scarpe è stato indossato da una persona, ogni ala della mostra aveva una motivazione diversa che spingeva al viaggio e, ignari, ci siamo resi partecipi della continuazione delle stesse storie che quelle scarpe iniziarono. Anche se conservate al sicuro nel plexiglass possono risultare immobili, grazie ad Antonio e a tutti noi partecipanti della mostra, continuano a percorrere la strada della storia dell’umanità. Infatti, nonostante questo mondo frettoloso e veloce che impone ritmi ferrati, in Camminamente, per un attimo, il mondo si ferma per rivolgere al cammino un attimo di riflessione, rendendo in questo modo "il camminatore" un custode dell'umanità.

Sia un brindisi ai camminatori di ogni luogo, di ogni dove, poiché chi cammina sa volare!



Camminamente: incontro con i viaggiatori

Padova errabonda

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