• Vento della Seta

Rimini - "Fare qualcosa per compassione non sarà mai sbagliato"


Fotografie di Enea Discepoli

21.03.2018

Rimini


"Doing anything out of compassion will never be wrong"


Ieri ho conosciuto Enea Discepoli, il primo viaggiatore intervistato in questa serie.

È stato un incontro interessante e perturbante al contempo. Mi ha raccontato di come, per il suo lavoro di fotoreporter, abbia vissuto esperienze estremamente rischiose. Seppur si rimane estremamente affascinati dalle sue foto di guerra (Siria 2013, 2014, 2015), dopo la prima fascinazione arriva l’impatto del conflitto. Di quel che un attimo prima ammaliava, non rimane altro che la cruda realtà dei fatti: non è vero che la guerra è bella anche se fa male!


Enea Discepoli

Enea è un curioso personaggio e anche lui, come tanti altri, ha fatto del viaggio oltre che una passione una vera e propria professione. Prima negli anni '70 e '80, quando divenne guida ufficiale per gli italiani che si recavano in India e in Afghanistan, ed ora lavorando come fotoreporter, documentando la vita e la morte di un gruppo di ribelli siriani.

È stata una prima intervista piena, eppure non ne sono completamente soddisfatto. Saranno stati gli altri ospiti della casa che diminuivano l'attenzione, sarà stato lo stesso Enea, che dopo una giornata di racconti, non era al pieno delle sue forze per affrontare un’intervista al meglio, sarò stato io che non ho insistito a sufficienza per farla subito ed abbiamo avuto poco tempo… Non lo so, in ogni caso tornavo a casa di Eugenia piuttosto demoralizzato. La prima intervista, a primo acchito, mi sembrava un mezzo fiasco e in più temevo di star perdendo la mia capacità di entrare in simbiosi con l'altro a favore di un'apparenza dei rapporti mediata dalla videocamera.

Questa prima intervista mi aveva introdotto all'interno del capitolo "insicurezze" destabilizzando i miei intenti più profondi, quali catturare esperienze di vita e dimostrare quanto sia vitale per l'essere umano l'incontro con l'altro. A questa piccola crisi è ritornata quella domanda ciclicamente ridondante "perché faccio quello che faccio?"


22.03.2018

Rimini


Sto facendo queste interviste per dare un mio piccolo contributo al mondo, oppure per far sì che sia il mondo a lasciare un contributo a me?


Questa domanda è fondamentale perché, ovviamente, è a partire da questa che dipenderà l'impostazione di tutte le interviste a venire. E poi, all'improvviso, da uno dei miei diari organizzativi cade un cartoncino delle bustine del té con scritto sopra: doing anything out of compassion will never be wrong, ovvero “fare qualcosa per compassione non sarà mai sbagliato”. Una risposta che mi ha rincuorato e mi ha imposto di ricordare di trattare in ogni istante chi ho di fronte come fine e mai come mezzo (come dice il filosofo). Incorporando questo atteggiamento, sono riuscito a trovare quella combinazione che mi permette di entrare in empatica connessione con l'altro.

Ma soprattutto è stato il dolce e accogliente volto di una ragazza semplice come Federica Piersimoni ad avermi presentato apertamente un senso di compassione (da sym patheia, provare emozioni con…), in modo naturale e senza una volontà di fondo. Federica è una donna coraggiosa che senza pretese di "fedecentrismo" ha fatto anche lei della sua passione il suo lavoro. È una travel blogger, tra le più famose e seguite d'Italia e, riesce a fare questo lavoro con passione, amore e semplicità, i tre ingredienti perfetti per non scadere in nevrosi virtual-narcisistiche.

Grazie universo per avermi permesso di incontrare una tale rarità!


Federica Piersimoni

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