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#Stayhumanproject

Il viaggio dentro il viaggio



#Stayhumanproject prende forma nel 2018, come parte del più ampio progetto Vento della Seta, ed è volto principalmente a due scopi:

  • Anzitutto, offrire una guida e una spinta per chiunque voglia mettersi in viaggio, facendo luce sul vasto ventaglio di modalità di viaggio possibili e sui diversi casi della vita che possono spingere a partire. 

  • Ma soprattutto, evidenziare come, nel nuovo millennio, il rapido decollo tecnologico oltre a permetterci veloci spostamenti e comunicazioni dandoci un senso di forte connessione inter-umana, sembra essere anche causa di una crescente perdita di umanizzazione della vita quotidiana, che, all’estremo, può portare a fenomeni fortemente in opposizione al principio di coesione sociale, quali bullismo, cyberbullismo, hate speech, sex tortion

 

Con questi obiettivi in mente, dopo essere stato invitato ad un incontro con gli studenti del Liceo Artistico Statale di Napoli, #Stayhumanproject si sta articolando rivolgendosi in particolare ai giovani per spronarli ad impegnarsi, a scoprire, a viaggiare, a sperimentare con tutti i propri sensi le esperienze della vita, in prima persona, nutrendo il coraggio di incontrare l’altro, anziché nascondendosi dietro i propri alter-ego virtuali.

Il comodo rifugio che il web ci offre, alla lunga inaridisce, impedendoci di immergerci pienamente nel mondo con tutti i sensi, di addentare veramente la vita. Ma il web, oltre ad essere una rete di salvataggio che ci solleva dall’impegno di “metterci la faccia”, è anche una rete di lancio. Fortunatamente, infatti, viviamo nell’epoca dalle infinite possibilità! Dove sapere e conoscenza sono a portata di mano, poiché il mondo di oggi è, in fondo, davvero interconnesso e vicino. 

Certo, l’opportunità di interconnessione implica anche la responsabilità di farne un buon uso, di far crescere e moltiplicare ciò che di bello c’è nel mondo, utilizzando quegli stessi strumenti per la condivisione e l’interconnessione.

 

Quindi, perché il viaggio dovrebbe parlare ai giovani? Cosa c’è di così urgente nel viaggio da erigerlo a messaggio di sensibilizzazione? 
Per rispondere abbiamo bisogno di rifarci alla filosofia che sta dietro a #Stayhumanproject.

 

La filosofia di questo progetto si compone dell'analisi di tre domande sul viaggio che riteniamo fondamentali allo scopo di dimostrare come il viaggiare, con tutto ciò che comporta, sia nel suo piccolo una metafora dell’intero sviluppo dell’evoluzione umana.

Le nostre domande guida sono le seguenti:

  1. perché è importante viaggiare?

  2. il viaggiatore viaggia solo per sé stesso?

  3. cos'è che rende chi parte un viaggiatore?

Per trovarne le risposte ho viaggiato l'Italia (marzo-aprile 2018) andando a scovare e intervistare tutti i grandi viaggiatori che grazie al web (!) ero riuscito a raggiungere.

 

Mamme viaggiatrici, camminatori intercontinentali, giovani e adulti in solitaria, a piedi, in autostop, in bici pieghevole, per fede, per lavoro, per passione… Questi i variegati attori di #Stayhumanproject e Senigallia, Rimini, Bologna, Padova, Bergamo, Milano, Località Bonaita (Sassari), Ferrara, Roma e Napoli le tappe di questo primo Italian tour.

 

Diverse età, diversi background, diverse motivazioni, ma tutti legati dall’invisibile filo di Arianna che li accomuna: ognuno di loro ha affrontato l’esperienza comune di essere stranieri e analfabeti di lingue e culture altre dalla propria e nonostante questo è riuscito a comunicare e ad immergersi nell’altro, oltre che ad avere un approccio con il mezzo virtuale che non fosse solo “selfie-centrico” o narcisisticamente riferito.

 

Nelle interviste che ascolterete emerge chiaramente la magica trasformazione che il viaggio impone. (1) Spogliarsi di sé (ognuno in misura differente) per fare spazio, per accogliere. Entrare e uscire da sé stessi e, mentre si entra ed esce dal luogo e dalle persone che si incontrano, far sì che anche “gli altri” mescolino e reinterpretino quello che lasciamo loro.

Viaggiare è un potente strumento che ci permette di accrescere la nostra conoscenza in modi unici, inaspettati e assolutamente soggettivi. Spesso ci sottopone ad uno scomodo rimescolamento culturale, destrutturando le nostre convinzioni, rimescolandole come un mazzo di carte ben assortito. È poi con questo nuovo equipaggiamento che il viaggiatore torna sui suoi passi ed è investito di un nuovo e difficile compito: difendere personalmente ciò che ha imparato e trasmettere questa conoscenza. 

Dato questo, siamo portati a sottolineare come la cultura in generale, nonché l’evoluzione stessa, non sia immutabile... quanto più costituita di sovrapposizioni e mescolanze; sostanzialmente, dell'incontro, dell’esperienza che se ne fa e del significato che gli si attribuisce, e infine della trasmissione delle proprie esperienze e della consapevolezza maturata.

 

Passando invece al nostro secondo quesito (2), siamo portati a sostenere che se ogni viaggiatore, nell’incontro con altri popoli, assume parte della loro cultura e dona parte della propria, e se quando torna in patria ha la possibilità di allargare gli orizzonti di chi è rimasto attraverso la trasmissione delle proprie esperienze, si può dire chenessun viaggiatore parte solo per sé stesso. L’incontro, nella nostra visione, comporta infatti una crescita per chiunque ne venga a contatto.

 

Infine (3), siamo convinti che non importi in che modo si viaggi, né quale sia la destinazione, né cosa si metta nello zaino e né tantomeno il fatto stesso di partire. Ciò che, secondo noi, rende un girovago o uno stanziante un viaggiatore è infatti la predisposizione di apertura verso l’altro, poiché non c’è migliore tragitto possibile della distanza tra l’io e il tu. E chi colma questa distanza già si accorda alla storia dell’evoluzione umana che permise all’uomo di divenire tale unendo le proprie conoscenze e crescendo insieme ai propri simili.

 

Queste interviste ci hanno fornito i dati per rispondere alle nostre domande di base e per comprendere se, effettivamente come pensiamo, ogni viaggio è in proporzione minore una parte del viaggio dell’evoluzione umana. Ed è per queste stesse ragioni che riteniamo grande l’impatto che il significato del viaggio può avere sulle nuove generazioni. 

Esplorare in prima persona quel che ci circonda, scoprire e conoscere sulla propria pelle le sensazioni tangibili che il mondo riserva, accogliere l’altro, e riuscire, attraverso gli strumenti tecnologici, a facilitare questa conoscenza, a rendere possibili i propri sogni, a unire i popoli lontani, a trasmettere la nostra esperienza.

Il desiderio di #Stayhumanproject è che attraverso la conoscenza dell'altro si accorcino le distanze tra i popoli lontani e tra i nostri vicini, permettendo nuovi e inaspettati incontri.

Speriamo altresì di costruire il nucleo per una nuova rete, un movimento per la naturalezza dei rapporti in un mondo in cui le relazioni rischiano di divenire sterili e distaccate. 

 

 

Un augurio: che la tecnologia e i social media possano essere testimoni di tutto questo, anziché maschere per fuggire il mondo reale.

 

Grazie e buon viaggio a tutti!