L’Incontro
“Se vedi e senti, sei responsabile”.
Queste parole, scritte come motto sotto l’insegna del Deli Caffè di Istanbul, mi ritornano in mente mentre guardo il flusso degli eventi nel mondo. Oggi, in un pianeta frammentato da troppe guerre, mentre ricorrono gli ottocento anni del Santo che fece del dialogo e della spoliazione la sua rivoluzione, vorrei porci una domanda radicale: dove si posiziona la Pace quando incontra il conflitto?
Esiste una pace perpetua? Una strada concreta, percorribile avanti e indietro da ciascuno di noi?
Il Riflesso
Inutile cercare la guerra solo sui giornali. Se guardiamo le nostre strade, vi troviamo il riflesso di ciò che avviene tra le nazioni: le prevaricazioni, l’arroganza del quotidiano, parole vuote che coprono le migliori e le peggiori intenzioni. È il mondo che vive in trincea, un Call of Duty metropolitano.
I conflitti si annidano nei pensieri angusti che ritornano come fantasmi di conversazioni interrotte, nel rancore verso quel collega, nella rabbia improvvisa contro lo sconosciuto alla pompa di benzina. Una difesa accanita della nostra “postazione esistenziale”.
Quanto dolore superfluo alimentiamo nelle nostre interazioni? Quante parole dette senza pensare, azioni speculari a un mondo che brucia, mentre programma i figli alla dipendenza digitale e all’assuefazione al male?
Di fronte a tutto questo, l’indifferenza è una tentazione comoda. Ci raccontiamo la menzogna rassicurante dell’impotenza: “Sono solo un essere umano in un mondo troppo grande, cosa posso fare?”. Ma voltarsi altrove rimane una scelta. E ci si accorge di quanto sia dolorosa solo quando l’ingiustizia viene a bussare alla nostra porta.
La Scelta
Questo cammino nasce dal rifiuto di quel rimpianto futuro. Non vogliamo svegliarci un giorno, guardare indietro e scoprire di essere esistiti a occhi chiusi. Questa “Chiamata alla Pace” non è un appello alla diplomazia dei palazzi, ma una scelta intima che parte da ognuno di noi.
In questo tempo di conflitti, il cammino vuole essere un invito a compiere una scelta consapevole di fronte agli eventi, una scelta che parta dalla pace. Un cammino che unisce gli esseri umani in un viaggio lungo l’Europa.
Il Viaggio
Con partenza il primo luglio, attraversando quattro paesi – Italia, Svizzera, Francia, Belgio – uniremo i punti della nostra storia e delle sue contraddizioni:
- Partiremo da Assisi, la città della Pace.
- Toccheremo la terra verde e bruna di Città di Castello e La Verna.
- Risaliremo verso Alessandria e Torino.
- Supereremo le Alpi per andare a bussare al cuore delle istituzioni: a Ginevra, sede dell’ONU, fino al fango storico di Waterloo e infine a Bruxelles, cuore dell’Unione Europea.
Non percorrerò questa via come “Io”, con la pretesa di dover dimostrare qualcosa. La percorrerò come terrestre, parte di questo Tutto che ci circonda e a cui apparteniamo.
L’Invito: le tre pergamene
Porterò con me tre pergamene che raccoglieranno i messaggi, le voci e i silenzi degli uomini, delle donne e dei bambini che incontreremo. Li porteremo oltre i confini, per prestare voce agli umani e vedere chi sarà lì ad ascoltare.
Questo cammino è aperto in tutti i sensi. È un invito a compiere una scelta di fronte agli eventi, a portare tra l’io e il noi solo un esserci trasparente, capace di immedesimarsi nell’altro, di non prendere le cose sul personale, di saper ascoltare per fare di sé la possibilità di essere radura.
È anche un invito per chi vuole partecipare fisicamente, organizzandosi in autonomia e indipendenza per camminare assieme, assumendo la scelta di esserci per la pace.
Camminiamo insieme?
Scrive Daniele Ventola, un essere umano che non vuole, in quell’ultimo giorno, svegliarsi d’improvviso e, guardando indietro alla sua vita, constatare di aver tenuto lo sguardo chiuso.
Sì, certo, si indignava; ma poi, nell’impotente consapevolezza con cui si raccontava di essere soltanto un uomo in un mondo troppo grande, decideva di non poter fare nulla. No!
Volle alzarsi e disse:
«Non basteranno le buone intenzioni di non nuocere al prossimo. Farò quello che meglio so fare: parlare e camminare, portando tra l’io e il noi solo un esserci per la pace. Raccoglierò i messaggi degli uomini, delle donne, dei bambini in tre pergamene; partiranno da Assisi, arriveranno a Bruxelles. Chi vuole, camminerà con me».
6 risposte
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Ciao Daniele, sei un grande. Ti auguro buon viaggio. Un abbraccio.
Grazie amico mio
Grazie Daniele! Cercherò di organizzarmi per poter condividere almeno un giorno di cammino. Bello questo appello alla pace come qualcosa che riguarda ognuno di noi, non qualcosa da reclamare ad altri ma innanzitutto da coltivare ciascuno dentro di sé.
Grazie mille cara Maria. Spero davvero riusciremo a camminare assieme. Un grande abbraccio amica mia
Grazie mille cara Maria. Spero davvero riusciremo a camminare assieme. Un grande abbraccio amica mia