Lo Zaino

Prepararsi a un lungo viaggio

Scegliere il contenuto dello zaino è come scegliere quel che si vuol portare dentro sé. Qualsiasi cosa si scelga la si porterà come peso sulle spalle fino alla fine, un peso che diviene la totalità di sé.

Per cui bisogna fare molta attenzione. In questa sezione espongo il materiale che mi è servito per i due anni di viaggio a piedi.

Equipaggiamento selezionato e testato

  • Zaino transalpino – Uno zaino fondamentale non deve badare al prezzo
  • Free-back – Un made in Italy che mi ha permesso di camminare con 30 kg sulle spalle per 12.000 km, senza subire conseguenze alle ossa
  • Marsupio Portasoldi da Viaggio Invisibile – Documenti e soldi nascosti sotto gli indumenti
  • Borsa da gamba tattica – Per gli oggetti da prendere con urgenza, ma anche come porta macchina fotografica
  • Zainetto – Durante le soste di più giorni serve per muoversi nel luogo con gli ogetti fondamentali
  • Bastone – Sono della vecchia scuola del bastone di legno. Questo è ottimo poiché ripieghevole, per quando non si vuole dare nell’occhio
  • Tenda –  Essendo stato solo, questa tenda è stata ottimale
  • Sacco a pelo – Bisogna sempre tenere presente il tipo di clima al quale si va incontro. Questo sacco a pelo è una via di mezzo funzionale
  • Materassino – Sempre comodo per la schiena. Questo in particolare occupa poco spazio ed è leggero
  • Spazzolino bambu – Pro: ecologico / Contro: inumidendosi rischia di ammuffire {da prendere in considerazione per viaggi brevi}
  • Dentifricio da viaggio in pastiglie – Ottimo perchè non serve acqua, basta mettere in bocca una pastiglia di dentifricio biologico , masticarla leggermente e poi lavarsi ordinariamente
  • Salviette disinfettanti – Sempre utili per pulirsi quando manca acqua. N.B.: è importantissimo igienizzare le parti intime per evitare pruriti e infiammazioni.  (ndr. Ne esistono di biologiche)
  • Pinzetta – In particolare per le spine
  • Ago e filo – Per rattoppare o creare borse da appendere allo zaino.
  • TagliaunghieMai sottovalutare le unghie che crescono. Prendersi cura dei piedi prima di tutto
  • Pettine –  Rendersi sempre presentabili è per me importante. Lo stato d’animo interno è anche determinato dall’ordine esterno
  • Sapone di marsiglia – Un sapone che può essere usato per corpo, capelli, indumenti che è anche biologico ed economico. Tagliarlo a scaglie per risparmiare spazio
  • Carta igienica – Sempreverde
  • Cerotto di sutura – Questi cerotti servono nel caso di tagli profondi. Chiudono la ferita e sono un alternativa ai punti, nel caso manchi un presidio ospedaliero nelle vicinanze
  • Garze – Utili per per assorbire o tamponare piccole ferite, tagli ed escoriazioni, per fasciare ustioni che rilasciano siero o per difendere le ferite dalla contaminazione esterna
  • Cerotto sparadrappo in tela
  • Iboprufene – Indicato per il trattamento di dolore da lieve a moderato mal di testa, mal di denti o traumi accidentali, febbre, contusioni e strappi muscolari (chiedere sempre al medico)
  • Robilas – Indicato per le allergie e per le eruzioni cutanee (chiedere sempre al medico)
  • Imodium – Indicato per la diarrea (chiedere sempre al medico)
  • Paracetamolo (farmaco base, da chiedere sempre al medico)
  • Antiffiamatorio – L’Artiglio del Diavolo è uno dei migliori rimedi naturali. Questa è stata un toccasana
  • Filtro d’acqua portatile – Una cannuccia che permette di filtrare l’acqua e purificarla dai batteri. Utile quando si beve da fiumi
  • Borraccia – Personalmente, una vale l’altra
  • Barrette energetiche –  Utile averne sempre di scorta. A mali estremi… barrette energetiche
  • Sali minerali – Servono dopo tanti giorni di cammino per compensare la stanchezza e lo sforzo accumulato
  • Pastiglie purifica acqua – Rendono l’acqua potabile e da usare sulle ferite
  • Frutta secca – Ogni volta che è possibile farne rifornimento
  • Sega a filo – Utile per tagliare rami e piccoli alberi… fuoco assicurato
  • Coltellino – Ebbene… si auto descrive
  • Leatherman – Personalmente prediligo il Leatherman al coltellino svizzero poichè, anche se è più costoso, è una garanzia
  • Bussola + Fischietto – Sempr-e meglio averne di scorta
  • ParacordServe a tutto! Puoi farci asciugare i panni, trainare pesi, mantenere rigida la tenda, etc. etc.
  • Lenza con amo – Sembra una stupidaggine eppure l’ho sempre portati dietro. Se finiscono gli alimenti è una valida alternativa
  • Bracciale paracord – Bracciale di sopravvivenza con fischietto, bussola e cima
  • Torcia frontale – Sempre indispensabile
  • Scotch autoagglomerante – Mi è servito per le riparazioni di tenda e zaino, ma lo ho comprato nel caso di fratture. Lo scotch autoagglomerante è estremamente fissante ed ergonomico, in casi estremi sarebbe stato un ottimo ausilio
  • Telefono IP68 – Uno smartphone IP68 è un telefono quasi indistruttibile e impermeabile. Lo consiglio vivamente per le esplorazioni
  • Pannelli Solari portatili – Utile in lunghi percorsi senza elettricità
  • Power bank – Ricarica telefoni e tablet
  • Schede sd – Consiglio solo le samsung e almeno tre schede sd
  • Hard Disk esterno – Per salvare le foto e i video in una memoria esterna
  • Microfoni – Utili per registrare con la macchina fotografica senza rumori
  • Adattatore Universale – E’ importante che l’adattatore abbia anche uscite USB
  • Caricatore USB ingresso multipla – Utile ma non indispensabile
  • Action Camera – Suggerisco questa alternativa onesta ed economica alla Gopro
  • Macchina Fotografica – Ognuno ha la macchina fotografica alla quale è più affezionato. Per i non professionisti suggerisco questa in quanto pratica, leggera, intuitiva e “tendenzialmente” economica
  • Palloncini
  • Petardi
  • Spray urticante
  • Un libro che sarà il tuo compagno di viaggio
  • Un diario che sarà la tua memoria
  • Acquerelli che sono creazione e fantasia

Ti serve una mano?

A tua disposizione tutta la mia esperienza maturata in anni di viaggio a piedi per aiutarti nella preparazione del tuo viaggio
Supporto

Daniele Ventola - Chi sono

Jivio! Szia! Buna! Sdraveite! Merhaba! Gamarjoba! Salam! Assalom aleykum! Sdravstvuyte!
“Ciao!” in tutte le lingue che ho percorso.

Mi chiamo Daniele Ventola napoletano dal 1992.
Dopo il diploma al Liceo Artistico Statale di Napoli ho scoperto l’avventura lenta grazie al Cammino di Santiago e alla Via di San Francesco. Poi, durante ogni periodo libero, ho solo camminato e tutt’ora, a cavallo dei trent’anni, non ho la patente.

Mi sono laureato in Antropologia a Bologna, il 1 agosto 2018 quando ho dato vita al progetto Vento della Seta, ovvero il cammino di antropologia itinerante lungo il continente eurasiatico.

Sono tornato in Italia esattamente dopo due anni, il 1 agosto 2020 e collaboro oggi con l’associazione A.r.ca (Agende Rosse Campania) e scrivo per l’associazione culturale Dajai.
Ma sono in cantiere diversi progetti antropologici e qualche pubblicazione, intanto però catalogo e diffondo i mille mila volti dell’essere umano lungo le vie della seta, raccontandone gli usi, le gesta, i costumi.

Sono allergico ai confini e a qualunque fermo all’espressione dell’essere, ragioni per cui faccio quel che faccio.

E in queste finestre sul mondo vi do il benvenuto!

Parlano di me

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